Sostiene Pereira

Antonio Tabucchi
Sostiene Pereira

1

Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perche` il “Lisboa” aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte. Quel bel giorno d’estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una citta` che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte. Perche`? Questo a Pereira e` impossibile dirlo. Sara` perche` suo padre, quando lui era piccolo, aveva un’agenzia di pompe funebri che si chiamava Pereira La Dolorosa, sara` perche` sua moglie era morta di tisi qualche anno prima, sara` perche` lui era grasso, soffriva di cuore e aveva la pressione alta e il medico gli aveva detto che se andava avanti cosi` non gli restava piu` tanto tempo, ma il fatto e` che Pereira si mise a pensare alla morte, sostie­ne. E per caso, per puro caso, si mise a sfogliare una rivista. Era una rivista letteraria, che pero` aveva anche una sezione di filosofia. Una rivista d’avanguardia, forse, di questo Pereira non e` sicuro, ma che aveva molti collaboratori cattolici. E Pereira era cattolico, o almeno in quel momento si sentiva cattolico, un buon cattolico, ma in una cosa non riusciva a credere, nella resurrezione della carne. Nell’anima si`, certo perche` era sicuro di avere un’anima; ma tutta la sua carne, quella ciccia che circondava la sua anima, ebbene, quella no, quella non sarebbe tornata a risorgere, e poi perche`, si chiedeva Pereira. Tutto quel lardo che lo accompagnava quotidianamente, il sudore, l’affanno a salire le scale, perche` dovevano risorgere? No, non voleva piu` tutto questo, in un’altra vita, per l’eternita`, Pereira, e non voleva credere nella resurrezione della carne. Cosi` si mise a sfogliare quella rivista, con noncuranza, perche` provava noia, sostiene, e trovo` un articolo che diceva: «Da una tesi discussa il mese scorso all’Universita` di Lisbona pubblichiamo una riflessione sulla morte. L’autore e` Francesco Monteiro Rossi, che si e` laureato in Filosofia a pieni voti, e questo e` solo un brano del suo saggio, perche` forse in futuro egli collaborera` nuovamente con noi».
Sostiene Pereira che da principio si mise a leggere distrattamente l’articolo, che non aveva titolo, poi macchinalmente torno` indietro e ne ricopio` un pezzo. Perche` lo fece? Questo Pereira non ‘e` in grado di dirlo. Forse perche` quella rivista d’avanguardia cattolica gli dava fastidio, forse perche` quel giorno era stufo d’avanguardie e di cattolicismi, anche se lui era profondamente cattolico, o forse perche` in quel momento, in quell’estate sfavillante su Lisbona, con tutta quella mole che gli pesava addosso detestava l’idea della resurrezione della carne, ma il fatto e` che si mise a ricopiare l’articolo, forse per poter buttare la rivista nel cestino.
Sostiene che non lo ricopio` tutto, ne ricopio` solo alcune righe che sono le seguenti e che puo` documentare: «II rapporto che caratterizza in modo piu` profondo e generale il senso del nostro essere e` quello della vita con la morte, perche` la limitazione della nostra esistenza mediante la morte e decisiva per la comprensione e la valutazione della vita». Poi prese l’elenco telefonico e disse fra se` e se`: Rossi, che nome strano, piu` di un Rossi non ci puo` essere sull’elenco, sostiene che fece un numero, perche` di quel numero si ricorda bene, e dall’altra parte senti` una voce che disse: pronto. Pronto, disse Pereira, qui e` il “Lisboa”. E la voce disse: si? Bene, sostiene di aver detto Pereira, il “Lisboa” e` un giornale di Lisbona, e` nato qualche mese fa, non so se lei lo ha visto, siamo apolitici e indipendenti, pero` crediamo nell’anima, voglio dire che abbiamo tendenze cattoliche, e vorrei parlare con il signor Monteiro Rossi. Pereira sostiene che dall’altra parte ci fu un momento di silenzio e poi la voce disse che Monteiro Rossi era lui e che non e` che pensasse troppo all’anima. Pereira a sua volta mantenne qualche secondo di silenzio, perche` gli pareva strano, sostiene, che una persona che aveva firmato riflessioni cosi` profonde sulla morte non pensasse all’anima. E dunque penso` che ci fosse un equivoco, e subito l’idea gli ando` alla resurrezione della carne, che era una sua fissa, e disse che aveva letto un articolo di Monteiro Rossi sulla morte, e poi disse che anche lui, Pereira, non credeva alla resurrezione della carne, se era questo che il signor Monteiro Rossi voleva dire. Insomma, Pereira si impappino`, sostiene, e questo lo irrito`, lo irrito` principalmente con se stesso, perche` si era preso la briga di telefonare a uno sconosciuto e di parlargli di quelle cose delicate, anzi, cosi` intime, come l’anima e la resurrezione della carne. Pereira si penti`, sostiene, e li` per li` penso` anche di riattaccare la cornetta, ma poi, chissa` perche`, trovo` la forza di continuare e cosi` disse che lui si chiamava Pereira, dottor Pereira, che dirigeva la pagina culturale del “Lisboa” e che, certo, per ora il “Lisboa” era un giornale del pomeriggio, insomma un giornale che non poteva certo competere con gli altri giornali della capitale, ma che era sicuro che avrebbe fatto la sua strada, prima o poi, e era vero che per ora il “Lisboa” dava spazio soprattutto alla cronaca rosa, ma insomma, ora avevano deciso di pubblicare una pagina culturale che usciva il sabato e la redazione non era ancora completa e per questo aveva bisogno di personale, di un collaboratore esterno che facesse una rubrica fissa.
Sostiene Pereira che il signor Monteiro Rossi farfuglio` subito che sarebbe andato in redazione quel giorno stesso, disse anche che il lavoro lo interessava, che tutti i lavori lo interessavano, perche`, eh si`, aveva proprio bisogno di lavorare, ora che aveva finito l’universita` e si doveva mantenere, ma Pereira ebbe la precauzione di dirgli che in redazione no, per ora era meglio di no, magari si trovavano fuori, in citta`, e che era meglio darsi un appuntamento. Disse cosi`, sostiene, perche` non voleva invitare una persona sconosciuta in quella squallida stanzetta di Rua Rodrigo da Fonseca, dove ronzava un ventilatore asmatico e dove c’era sempre puzzo di fritto a causa della portiera, una megera che guardava tutti con aria sospettosa e che non faceva altro che friggere. E poi non voleva che uno sconosciuto si accorgesse che la redazione cul­turale del “Lisboa” era solo lui, Pereira, un uomo che sudava dal caldo e dal disagio in quel bugigattolo, e insomma, sostiene Pereira, gli chiese se potevano incontrarsi in citta`, e lui, Monteiro Rossi, gli disse: stasera, in Praca da Alegria, c’e` un ballo popolare con canzoni e schitarrate, io sono stato invitato a cantare una romanza napoletana, sa, io sono mezzo italiano ma il napoletano non lo conosco, comunque il proprietario del locale mi ha riservato un tavolino all’aperto, sul mio tavolino c’e` un cartellino con scritto Monteiro Rossi, che ne dice se ci vediamo la`? E Pereira disse di si`, sostiene, riattacco` la cornetta, si asciugo` il sudore, e poi gli venne una magnifica idea, di fare una breve rubrica intitolata “Ricorrenze”, e penso` di pubblicarla subito per il prossimo sabato, e cosi`, quasi macchinalmente, forse perche` pensava all’Italia, scrisse il titolo: Due anni fa scompariva Luigi Pirandello. E poi, sotto, scrisse l’occhiello: «II grande drammaturgo aveva presentato a Lisbona il suo Sogno ma forse no».

Era il venticinque di luglio del millenovecentotrentotto, e Lisbona scintillava nell’azzurro di una brezza atlantica, sostiene Pereira.

2
Pereira sostiene che quel pomeriggio il tempo cambio`. All’improvviso la brezza atlantica cesso`, dall’oceano arrivo` una spessa cortina di nebbia e la citta` si trovo` avvolta in un sudario di calura. Prima di uscire dal suo ufficio Pereira guardo` il termometro che aveva comprato a spese sue e che aveva appeso dietro la porta. Segnava trentotto gradi. Pereira spense il ventilatore, trovo` la portiera sulle scale che gli disse arrivederci dottor Pereira, annuso` ancora una volta l’odore di fritto che aleggiava nell’atrio e usci` finalmente all’aperto. Davanti al portone c’erano i mercati rionali e la Guarda Nacional Republicana vi stazionava con due camionette. Pereira sapeva che i mercati erano in agitazione, perche` il giorno prima, in Alentejo, la polizia aveva ucciso un carrettiere che riforniva i mercati e che era socialista. Per questo la Guarda Nacional Republicana stazionava davanti ai cancelli dei mercati. Ma il “Lisboa” non aveva avuto il coraggio di dare la notizia, o meglio il vicedirettore, perche` il direttore era in ferie, stava al Bucaco, a godersi il fresco e le tenne, e chi poteva avere il coraggio di dare una notizia del genere, che un carrettiere socialista era stato massacrato in Alentejo sul suo barroccio e aveva cosparso di sangue tutti i suoi meloni? Nessuno, perche` il paese taceva, non poteva fare altro che tacere, e intanto la gente moriva e la polizia la ta­ceva da padrona. Pereira comincio` a sudare, perche` penso` di nuovo alla morte. E penso`: questa citta` puzza di morte, tutta l’Europa puzza di morte.
Si reco` al Cafe` Orquidea, che era li` a due passi, dopo la macelleria ebraica, e si sedette a un tavolino, ma dentro il locale, perche` almeno c’erano i ventilatori, visto che fuori non si poteva stare dalla calura. Ordino` una limonata, ando` alla toilette, si sciacquo` mani e viso, si fece portare un sigaro, ordino` il giornale del pomeriggio e Manuel, il cameriere, gli porto` proprio il “Lisboa”. Non aveva visto le bozze, quel giorno, percio` lo sfoglio` come se fosse un giornale scono­sciuto. La prima pagina diceva: «Oggi da New York e` partito lo yacht piu` lussuoso del mondo». Pereira guardo` a lungo il titolo, poi guardo` la fotografia. Era un’immagine che ri­traeva un gruppo di persone in paglietta e camicia che stappavano bottiglie di champagne. Pereira comincio` a sudare, sostiene, e penso` di nuovo alla resurrezione della carne. Come, penso`, se risorgo dovro` trovarmi con questa gente in paglietta? Penso` davvero di trovarsi con quella gente del panfilo in un porto non precisato dell’eternita`. E l’eternita` gli parve un luogo insopportabile oppresso da una cortina di calura nebbiosa, con gente che parlava in inglese e che faceva dei brindisi esclamando: oh oh! Pereira si fece portare un’altra limonata. Penso` se era il caso di andarsene a casa sua a fare un bagno fresco o se non era il caso di andare a trovare il suo amico parroco, don Antonio della Chiesa das Merce`s, dal quale si era confessato alcuni anni prima, quando era morta sua moglie, e che andava a trovare una volta al mese. Penso` che era meglio andare a trovare don Antonio, forse gli avrebbe fatto bene.
E cosi` fece. Sostiene Pereira che quella volta si dimentico` di pagare. Si alzo` con noncuranza, anzi, senza pensarci, e se ne ando`, semplicemente, e sul tavolo lascio` il suo giornale e il suo cappello, perche` forse con quella calura non aveva voglia di metterselo in testa, o perche` lui era fatto cosi`, che si dimenticava gli oggetti.
Padre Antonio era distrutto, sostiene Pereira. Aveva delle occhiaie che gli arrivavano fino alle guance, e un’aria sfinita, come di chi non ha dormito. Pereira gli chiese cosa gli era successo e padre Antonio gli disse: ma come, non hai saputo? hanno massacrato un alentejano sulla sua carretta, ci sono scioperi, qui in citta` e altrove, ma in che mondo vivi, tu che lavori in un giornale?, senti Pereira, vai un po’ a informarti.
Pereira sostiene che usci` turbato da questo breve colloquio e dalla maniera in cui era stato congedato. Si chiese: in che mondo vivo? E gli venne la bizzarra idea che lui, forse, non viveva, ma era come fosse gia` morto. Da quando era scomparsa sua moglie lui viveva come se fosse morto. O meglio: non faceva altro che pensare alla morte, alla resurrezione della carne nella quale non credeva e a sciocchezze di questo genere, la sua era solo una sopravvivenza, una finzio­ne di vita. E si senti` spossato, sostiene Pereira. Riusci` a trascinarsi fino alla piu` vicina fermata del tram e prese un tram che lo porto` fino al Terreiro do Paco. E intanto, dal finestrino, guardava sfilare lentamente la sua Lisbona, guardava l’Avenida da Liberdade, con i suoi bei palazzi, e poi la Praca do Rossio, di stile inglese; e al Terreiro do Paco scese e prese il tram che saliva fino al Castello. Discese all’altezza della Cattedrale, perche` lui abitava li` vicino, in Rua da Saudade. Sali faticosamente la rampa di strada che portava fino a casa sua. Suono` alla portiera perche` non aveva voglia di cercare le chiavi del portone, e la portiera, che gli faceva anche da donna di servizio, venne ad aprirgli. Dottor Pereira, disse la portiera, le ho preparato una braciola fritta per cena. Pereira la ringrazio` e sali` lentamente la scala, prese la chiave di casa da sotto lo zerbino, dove la teneva sempre, ed entro`. Nell’ingresso si soffermo` davanti alla libreria, dove c’era il ritratto di sua moglie. Quella fotografia l’aveva scattata lui. nel millenovecentoventisette, era stato durante una gita a Madrid, e sullo sfondo si vedeva la sagoma massiccia dell’Escorial. Scusa se sono un po’ in ritardo, disse Pereira.
Sostiene Pereira che da un po’ di tempo aveva preso l’abitudine di parlare al ritratto della moglie. Gli raccontava quello che aveva fatto durante il giorno, gli confidava i suoi pensieri, chiedeva consigli. Non so in che mondo vivo, disse Pereira al ritratto, me lo ha detto anche padre Antonio, il problema e` che non faccio altro che pensare alla morte, mi pare che tutto il mondo sia morto o che sia in procinto di morire. E poi Pereira penso` al figlio che non avevano avuto. Lui si`, lo avrebbe voluto, ma non poteva chiederlo a quella donna gracile e sofferente che passava notti insonni e lunghi periodi in sanatorio. E si dispiacque. Perche` se ora avesse avuto un figlio, un figlio grande col quale sedersi a tavola e parlare, non avrebbe avuto bisogno di parlare con quel ritratto che si riferiva a un viaggio lontano del quale quasi non si ricordava piu`. E disse: beh, pazienza, che era la sua formula di commiato dal ritratto di sua moglie. Poi ando` in cucina, si sedette alla tavola e tolse il coperchio che copriva la padella con la braciola fritta. Era una braciola fredda, ma non aveva voglia di scaldarla. La mangiava sempre cosi`, come gliela aveva lasciata la portiera: fredda. Mangio` rapidamente, ando` in bagno, si lavo` le ascelle, si cambio` la camicia, si mise una cravatta nera e si dette un po’ di profumo spagnolo che era rimasto in un flacone che aveva comprato nel millenovecentoventisette a Madrid. Poi indosso` una giacca grigia e usci` per andare in Praca da Alegria, perche` ormai erano le nove di sera, sostiene Pereira.

 

sara` perche` lui era grasso

Помимо функции непосредственно будущего времени Futuro semplice может употребляться в значении других времен и наклонений:

  1. Вместо повелительного наклонения для выражения приказания, рекомендации, приглашения:

    Lo farai tu stesso! – Ты сам это сделаешь!

  2. в разговорном языке Futuro semplice широко используется для выражения предположения, вероятности того или иного действия (состояния) в настоящем времени:

    A quest’ora saranno già a casa. – В этот час они, по-видимому (вероятно) дома.

penso` che ci fosse un equivoco

Congiuntivo imperfetto обозначает действие, одновременное или прошедшее по отношению к действию, выраженному глаголом главного предложения. При этом глагол главного предложения должен быть употреблен в одном из прошедших времен или в Condizionale.

Volevo che tu partissi oggi. Я хотел, чтобы ты уехал сегодня.
Volli che tu partissi. Я хотел, чтобы ты уехал.
Avevo voluto che tu partissi. Я хотел, чтобыты уехал.
Ho voluto che tu partissi. Я хотел, чтобы ты уехал.
Vorrei che tu partissi. Я хотел бы, чтобы ты уехал.

Congiuntivo imperfetto правильных глаголов образуется при помощи определенных окончаний

 

Amare

Temere

Dormire

io

am-assi

tem-essi

dorm-issi

tu

am-assi

tem-essi

dorm-issi

lui lei Lei

am-asse

tem-esse

dorm-isse

noi

am-assimo

tem-essimo

dorm-issimo

voi

am-aste

tem-este

dorm-iste

loro

am-assero

tem-essero

dorm-issero

Congiuntivo imperfetto нестандартных глаголов

 

Fare (делать)

Bere (пить)

Essere (быть)

io

fac-essi

bev-essi

fo-ssi

tu

fac-essi

bev-essi

fo-ssi

lui lei Lei

fac-esse

bev-esse

fo-sse

noi

fac-essimo

bev-essimo

fo-ssimo

voi

fac-este

bev-este

fo-ste

loro

fac-essero

bev-essero

fo-ssero

Если глагол главного предложения употреблен в одном из прошедших времен, то глагол придаточного употребляется в Congiuntivo imperfetto для выражения одновременного или последующего действий.
Speravo che lui dicesse la verità. – Я надеялся, что он говорил правду. (одновременность)
Speravo che lui venisse presto. – Я надеялся, что он придет быстро. (последующее)
Если сказуемое главного предложения выражено глаголом в Condizionale presente или Condizionale passato, то в придаточном дополнительном предложении употребляется Imperfetto del Congiuntivo для выражения одновременности и следования.
Vorrei (ora) che fossi più affettuoso nei confronti della sorella. (одновременность)
Comunque fosse difficile la traduzione, cercherei di farla al più presto. (следование)

indosso` una giacca grigia

Passato remoto – простое давнопрошедшее время. Обозначает законченное действие, имевшее место в прошлом и не связанное с моментом речи. Фактически в этой песне следовало бы выделить все глаголы, так как все они поставлены в форму Passato remoto, а речь сейчас пойдет о делах давно минувших лет, преданьях старины глубокой.

Пример:
Michelangelo morì all’età di novant’anni. – Микеланджело умер в возрасте девяноста лет;
Cesare attraversò la Manica nel 55 a. C. – Цезарь пересек Ла Манш в 55 году до нашей эры;
Passato remoto обыкновенно употребляется в повествовании, рассказе, иногда встречается в разговорном итальянском языке при сообщении недавнего, но не актуального для говорящего действия, например:
Mi telefonò un mese fa e poi basta. – Он позвонил мне месяц назад и потом – ничего.
Употребление Passato remoto в разговорном итальянском языке характерно для южных областей Италии. На Севере Италии в разговорном итальянском языке Passato remoto практически вышло из употребления. Но в книжках оно встречается повсюду, поэтому нам так важно если и не знать его, то уж точно узнавать и идентифицировать в текстах.
Образование Passato remoto
Правильные глаголы образуют Passato remoto от основы глагола с помощью следующих окончаний:

 

cantare

credere

partire

io

cantai

credei

partii

tu

cantasti

credesti

partisti

lui/lei/Lei

сantò

crede

partì

noi

cantammo

credemmo

partimmo

voi

cantaste

credeste

partiste

loro

cantarono

crederono

partirono

Некоторые глаголы, имеющие неправильное образование форм Presente, в Remoto следуют типовому спряжению. К ним относятся:

andare (andai, andasti, andò, andammo, andaste, andarono);
potere (potei, potesti, potè, potemmo, poteste, poterono);
uscire (uscii, uscisti, uscì, uscimmo, usciste, uscirono).

Passato Remoto неправильных глаголов:
Некоторые глаголы (в основном 2 спряжения) в ряде лиц (1-е и 3-е единственного числа и 3-е множественного) имеют нетиповые формы. В остальных лицах неправильные глаголы спрягаются по схеме правильных глаголов. Сравните:

 

Правильный глагол

 

Неправильный глагол

 

 vendere

 

spendere

io

vendei

 

spesi

tu

vendesti

-esti

spendesti

lui/lei/Lei

vendè

 

spese

noi

vendemmo

-emmo

spendemmo

voi

vendeste

-este

spendeste

loro

venderono

 

spesero

То есть для образования форм Remoto неправильных глаголов достаточно знать форму IO (она нередко дается в словарных таблицах и приложениях), от которой легко образуются и другие неправильные формы по следующей схеме:

Инфинитив

IO

LUI/LEI

LORO

prendere

presi

prese

presero

leggere

lessi

lesse

lessero

cadere

caddi

cadde

caddero

dare

diedi

diede

diedero

 

Вот первые формы (IO) некоторых глаголов, неправильно образующих Passato remoto:

L`infinito

Passatoremoto (Io)

 

 

chiedere

chiesi

chiudere

chiusi

ridere

risi

vincere

vinsi

spargere

sparsi

correre

corsi

scrivere

scrissi

esprimere

espressi

leggere

lessi

tradurre

tradussi

tenere

tenni

volere

volli

piacere

piacqui

 

А некоторые глаголы вообще следуют своей собственной модели:
avere (ebbi, avesti, ebbe, avemmo, aveste, ebbero);
essere (fui, fosti, fu, fummo, foste, furono).

dare (diedi, desti, diede, demmo, deste, diedero);
fare (feci, facesti, fece, facemmo, faceste, fecero);
sapere (seppi, sapesti, seppe, sapemmo, sapeste, seppero).

dire (dissi, dicesti, disse, dicemmo, diceste, dissero);
bere (bevvi, bevesti, bevve, bevemmo, beveste, bevvero);
conoscere (conobbi, conoscesti, conobbe, conoscemmo, conosceste, conobbero);
mettere (misi, mettesti, mise, mettemmo, metteste, misero);
porre (posi, ponesti, pose, ponemmo, poneste, posero);
rompere (ruppi, rompesti, ruppe, rompemmo, rompeste, ruppero);
stringere (strinsi, stringesti, strinse, stringemmo, stringeste, strinsero)
venire (venni, venisti, venne, venimmo, veniste, vennero);
vivere (vissi, vivesti, visse, vivemmo, viveste, vissero).

Еще примеры:
La guerra durò i lunghi quattro anni. – Война длилась долгих четыре года;
Vissero in quella città fino al 1964. –
Они жили в том городе до 1964 года.
Rilesse la lettera parecchie volte. – Он перечитал письмо множество раз.

lui si mise a pensare alla morte

Начало действия часто выражается в итальянском языке с помощью возвратного глагола – mettersi a fare qc – начинать  делать что-либо, приниматься за что-либо:
Pietro si mette a sfogliare un giornale. – Пьетро принимается листать газету

Quel bel giorno d’estate

Прилагательные bello, buono, quello изменяются не совсем стандартным образом:

buono изменяется по типу определенного артикля, а bello и quello – по типу неопределенного.
С указательным прилагательным quello артикль (перед существительным) опускается:

Число

bello

quello

buono

Ед.

Un bel vestito

Una bell’aria

Un bello scaffale

Quel ragazzo

Quell’impiegato

Quello studente

Un buon esempio

Una buon’anima

Un buono studente

Множ.

Bei vestiti

Belle arie

Begli scaffali

Quei ragazzi

Quegli impiegari

Quegli studenti

Buoni esempi

Buone anime

Buoni studenti

В зависимости от начальных звуков последующего слова прилагательное quello (тот) изменяется аналогично определенному артиклю. Точно также ведет себя и прилагательное bello (красивый).

Мужской род

Женский род

единственное число

множественное число

единственное число

множественное число

quel libro
bel vestito
quei libri
bei vestiti
quella casa
bella donna
quelle case
belle donne

quell’amico

quegli amici

begli amici

quell’amica
bell`amica
quelle amiche
belle amiche
quello studente (zio, zaino)
bello spettacolo
quegli studenti (zii, zaini)
begli spettacoli

 

 

 

Для итальянского языка несвойственны лексические повторы. Решить эту проблему может прилагательное quello
(Я изучаю итальянский язык – язык Данте = Imparo la lingua italiana,quella di Dante)

Cosi` si mise a sfogliare quella rivista

Начало действия часто выражается в итальянском языке с помощью возвратного глагола – mettersi a fare qc – начинать  делать что-либо, приниматься за что-либо:
Pietro si mette a sfogliare un giornale. – Пьетро принимается листать газету

quotidianamente

В итальянском языке есть большая группа наречий (наречия образа действия), которые образуются от прилагательных женского рода с помощью суффикса -mente:

raramente (rаrа + -mente) – редко; stranamente – странно, странным образом, chiaramente – ясно, понятно.

Внимание! Наречия, образованные от прилагательных с основой, оканчивающейся на согласные l, r, теряют конечный гласный :

facilmente (facile + -mente) – легко;
difficilmente (difficile) – труднo,
regolarmente (regolare) – регулярно;

Исключения: benevolmente (benevolo); leggermente (leggero); violentemente (violento);

Суффикс -mente является одним из наиболее продуктивных в образовании наречий официально-бюрократического стиля (presumibilmente, estremamente, certamente, naturalmente):

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